lunedì, 17 novembre 2008
dove posso trovare un'emozione?
un'emozione forte!
che mi dia il senso della vita?

sarà forse sedermi con le braccia
e le gambe incrociate
guardare in faccia il destino
e chiedergli di fare il punto della situazione?
 
...un'emozione che sia forte
forte davvero!

che non sappia più
qual'è il mio lato destro
quale il sinistro?

questo faciliterebbe molto le cose


  ...un'emozione
forte davvero!

Sarà forse chiedere ad un passante il suo nome?
guardarlo negli occhi
e poi dirgli
non è niente!
lascia perdere
continua per la tua strada
hai altro a cui pensare
e neanche io ho la testa sgombra
tu almeno hai un'emozione che ti aspetta
non tardare
fai in fretta

io cerco un'altra emozione
un'emozione forte
più prossima alla vita
ho detto prossima alla vita
....

vuoi essere tu quest'emozione?
tu che passi lontano
tu che allunghi la mano
tu che sali le scale
tu che metti un vestito?

È una cosa da provare assieme
ciascuno per conto suo
ma rigorosamente assieme
quest'emozione!
quasi fossimo una cosa sola
io sarò il lato destro
tu sarai quello sinistro
ma se vuoi invertiamo le parti
non importa!
provi già una qualche emozione?
prova ad incrociare le braccia?
attorno a me
incrocia le gambe!?
attorno a me
hai una treccia?
la sento in faccia!
le dita dei piedi?
sono le nostre dita
a destra e a sinistra
ogni cosa ora è inversa
e viceversa
nell'emozione che si prospetta forte
insieme a te
ecco provo qualcosa di simile ad un'emozione!
sembra proprio un'emozione!?
forse è meglio che taccia?
è una piccola emozione

ma è già un'emozione!
la tua bocca è già un'emozione!
hai già fatto colazione?

hai mandato giù un'emozione?

ne avresti una per me!?




cassandra wilson


 se tu mi apparissi in sogno penserei che è un sogno






cassandra wilson - Right here, right now - traveling miles







postato da: ondalungablu alle ore 01:29 | Permalink | commenti (10)
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venerdì, 14 novembre 2008
cosa accomuna il limoncello,
jakson Pollock e Ornette Coleman?



il limoncello,
come sapete
è un liquore di produzione spesso artigianale
che le zie orgogliose
vogliono assolutamente
farvi assaggiare
e che ieri ho malauguratamente
versato
sulla tastiera del computer
decretandone
prima la pazzia

e poi la definitiva morte

Jakson Pollock
è un pittore Americano
che praticava un'arte detta action painting
(ovvero, pittura d'azione)
di tipo informale
utilizzando una tecnica chiamata
dripping
che vuol dire appunto
versare
gocciolare

azione che lui
col colore
praticava sulla tela
posta sul pavimento

strato
su strato
striscia
colore colato
forma
vita
movimento
atto estremo del creativo godimento

Ornette Coleman
è un musicista di jazz
ancora vivente
che negli anni sessanta
sperimentava una forma musicale molto libera
che prese il nome
di Free Jazz
dal titolo del suo album
nella copertina compariva un dipinto
di Jakson Pollock
ad indicare i loro intenti comuni

grandi entrambi, geni entrambi






Jakson Pollock in azione, con la pittura d'azione, mentre fa il dripping






Ornette Coleman mentre suona liberamente il suo free jazz


mi verso un altro limoncello
sto a guardare
sto a sentire

piove ad oltranza
piove liberamente

it is my dripping


Wishes - Ornette Coleman with Prime Time - Virgin Beauty







postato da: ondalungablu alle ore 18:59 | Permalink | commenti (18)
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sabato, 08 novembre 2008
È da tanto che pensavo di raccontarvi questa storia.
Credo che perderò irrimediabilmente la vostra stima
e la mia reputazione sarà rovinata per sempre.
Ma tant'è! Lo devo fare!
Devo liberarmi di questo fardello che mi opprime l'anima.

Vi hanno mai toccato l'auto?
Nel parcheggio, voglio dire!?
Sotto casa, in vostra assenza, in vostra presenza!?
Senza poi ottenere un risarcimento?
A me si! Molte volte!
E finalmente dopo aver speso tanti soldi l'avevo rimessa a nuovo,
completamente riverniciata.

Quel giorno, nel parcheggio del supermercato,
non stetti attento e nel fare manovra d'ingresso
mi appoggiai all'auto che stava di fianco.
Feci retromarcia e notai un'ombra,
proprio li dove avevo toccato.
Non scesi.
Non mi accertai del danno che potevo aver fatto.
Memore di tutte le ammaccature non ripagate,
andai a posteggiare due stalli più dietro.

Lo so è deprecabile, vi prego non guardatemi così!?
Non infierite! Il mio dolore è grande, grande il rimorso!
Il peccato va espiato.


Il giorno successivo ricevetti una telefonata dalla mia assicurazione.
- Si è vero! -
confermavo.
-  Ho toccato una macchina...
- nel parcheggio? Si, nel parcheggio...
- Foglietto!?
- Quale foglietto!!?
- Non ho messo nessun foglietto!
Risposi onestamente, tant'ero sorpreso.

Probabilmente, qualcuno a cui non era sfuggita la mia manovra,
aveva messo un biglietto con i miei dati sul parabrezza dell'auto accidentata.

La signorina mi diede il numero di telefono del proprietario del mezzo,
e con molta riluttanza, per la brutta figura che temevo,
fui costretto a chiamarlo.
- Il foglietto? Hem, si!
Risposi, vigliaccamente,
senza negare il fatto!

Mi vergogno, vi prego non dite niente!
Non fate che la colpa opprima il cuore e diventi di maggior tormento,
ascoltate intera la mia confessione.


Fissammo un appuntamento per valutare l'entità del danno
e rimediare al sinistro.
Che noia! Pensavo. Dovremo compilare i moduli...
mi aumenteranno la polizza...ancora fastidi, e... che vergogna!

All'incontro appurai che conoscevo la persona persino di vista.
Mi avvicinai all'auto per verificare il danno,
e nel toccare la parte annerita,
constatai che veniva via facilmente,
con il semplice sfregare delle dita.

- Guardi? -
Dissi.
- Vien via!
Porterò un poco di pasta abrasiva e non resterà niente!
- No! No! la prego...
disse il signore.
- Ha ragione, non è niente, ci penso io!
Anzi, mi lasci dire, sono io che la devo ringraziare!
È stato davvero un piacere conoscerla!


  "Persone come lei non se ne trovano più!"

"E potevo dargli torto!?"





Bye-ya - Paul Montian - Monk in Motian



A volte non si riesce nemmeno ad essere disonesti









postato da: ondalungablu alle ore 00:29 | Permalink | commenti (34)
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martedì, 04 novembre 2008

vi era una strada senza uscita
un sole e una luna
vuoi o non vuoi
questo condizionava
la nostra esistenza


il cielo era enormemente stellato come mai l'avevo visto

all'improvviso
una meteora
solcò lo spazio
fendendolo con la sua luce
per un tratto
che mi parve
interminabile
lasciandosi infine inghiottire nel buio

"esprimi un desiderio"
pensai
"non lasciartelo sfuggire
prima che sia troppo tardi"

non sapevo se crederci
e se per te o per me


 il cielo nel frattempo era tornato come prima
immenso e pulsante








God bless the child - Eric Dolphy


quando Dio ti parla non c'è ironia nelle sue parole




postato da: ondalungablu alle ore 00:51 | Permalink | commenti (36)
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